Sotto le pareti strapiombanti di Monte Giove, si susseguono grotte, gallerie naturali e archi di roccia. Compaiono, all’improvviso, minuscole spiaggette, spesso ricoperte da stormi di gabbiani. In mezzo al mare, si ergono scogli e faraglioni. Il fondale, roccioso e pieno di anfratti, dalla fitta vegetazione marina, è popolato da una grande varietà di pesci e molluschi. E’ la zona conosciuta come “Le Grotte”, che ricade all’interno della Riserva naturale di Marinello. Ma, questa, è solo una delle due facce di Mongiove. Proprio ai piedi di Monte Giove, inizia, infatti, un’ampia spiaggia sabbiosa, estesa per più di un chilometro, con un lido balneare attrezzato.

Sulla spiaggia sono ancora tante le barche dei pescatori, retaggio dei tempi in cui Mongiove era un tipico borgo marinaro. Oggi, di quell’atmosfera, resta ben poco. Le vecchie abitazioni sono state sostituite dalle nuove case di villeggiatura, condomini, ville e villette. Costruite fin quasi sulla sabbia, ignorando il divieto di edificare entro 150 metri dalla battigia. Lo stratagemma per aggirare i vincoli è, spesso, quello di dichiarare di ristrutturare un vecchio edificio. E, poi, demolirlo e sostituirlo con uno dalla cubatura di gran lunga superiore. Ma, a volte, non si cerca neanche di aggirare la legge, violandola apertamente, con la realizzazione di edifici completamente nuovi. Alcuni proprietari, non soddisfatti, si impossessano di fette di spiaggia, trasformandole in terrazze, giardini o piattaforme di cemento. Proprio negli ultimi anni, il Comune ha consentito vari interventi del genere, in particolare all’estremità del centro abitato, verso le “Grotte”. Qui, ormai, resistono alla speculazione edilizia solo gli ultimi duecento metri di costa, nei quali la spiaggia è ancora chiusa da filari di fichi d’India e agavi. Mentre un altro tratto di costa risparmiato dal cemento sopravvive in contrada Galice, dove le dune di sabbia sono incorniciate da siepi di oleandri, macchia mediterranea ed eucalipti. Ma, anche qui, le costruzioni cominciano ad avvicinarsi sempre più al mare, divorando le aree verdi.

L’amministrazione comunale, sempre pronta ad autorizzare e condonare ogni tipo di abuso edilizio, non è stata altrettanto attiva a realizzare i necessari servizi. Non c’è traccia alcuna di pianificazione urbanistica. L’espandersi delle costruzioni non è stato accompagnato dalla realizzazione di nuove strade e posteggi. Così, durante i mesi estivi, con l’arrivo dei villeggianti, ci sono zone del paese congestionate dal traffico. Su un chilometro e mezzo di spiagge, esiste un solo parcheggio. Niente servizi igienici, tranne che nel lido privato, e solo due docce. I contenitori per i rifiuti sono quasi assenti e il servizio di pulizia è abbastanza scadente. Così, soprattutto in prossimità degli accessi alla spiaggia, giacciono, spesso, accumuli di cartacce, bottiglie di vetro e di plastica.

Inesistenti, come del resto lungo tutta la costa, sono i controlli sulle imbarcazioni, che, spesso, raggiungono la riva a motore acceso. Per osservarne il loro impatto devastante sull’ambiente, basta percorrere, in estate, la costa delle “Grotte”. Nella prima mattinata, l’acqua è limpida e il silenzio è assoluto, rotto solo dalle urla dei gabbiani, che riempiono le spiaggette. Un’oasi di pace e tranquliità, che si sconvolge con l’arrivo delle barche. Dopo poche ore, le calette si riempiono della schiuma provocata dal carburante dei motoscafi e dei rifiuti gettati dai visitatori. Non si riescono a sentire più i versi dei gabbiani, i quali, spaventati dall’invasione, si ritirano nei loro nidi sulle rocce. Mentre, tutt’intorno, domina il rombo dei motoscafi e degli yacht. Inutile dire che, proprio come a Marinello, i controlli dei guardia-parco e della Guardia Costiera sono inesistenti.
Confronto con lo stato della spiaggia nel 2007.
Sono state abbattute, su ordine della Capitaneria di porto, le caratteristiche "capanne", luoghi di ritrovo, al riparo dai raggi del sole: strutture in legno e canna, alcune delle quali erano state ridipinte a tinte vivaci, dal rosso, al verde, all’azzurro. La sepculazione edilizia prosegue: in contrada Galice sono state iniziate alcune costruzioni abusive, ma i lavori sono stati bloccati e gli scheletri in cemento armato sono stati sequestrati. Nessun intervento per migliorare la pulizia, i servizi, i parcheggi. Nessun controllo sui motoscafi che non rispettano i limiti di distanza dalla costa.
Come si raggiunge: Autostrada A/20, Messina-Palermo, uscita Patti. Al casello, svoltare a destra. Per arrivare alle “Grotte”, attraversare il centro abitato e, subito prima della vecchia stazione ferroviaria, con il passaggio a livello, girare a sinistra. Da qui, parcheggiata la macchina, seguire la spiaggia verso destra. Quando termina la sabbia, continuare in acqua, lungo la costa. Il fondale è basso e facilmente percorribile. I più resistenti, superando a nuoto alcuni tratti, in cui l’acqua diventa più alta, possono arrivare fino alla spiaggia di Valle e, continuando, a quella di Marinello. L’alternativa è, nei mesi di luglio e agosto, noleggiare un pedalò al lido delle “Grotte”.
Galleria fotografica Mongiove
Le altre tappe del Dossier Spiagge 2008:
Marinello
Valle
Dalla Playa al Timeto
Marina di Patti
1 AGOSTO 2008
Gianmarco Santospirito
(ha collaborato Antonio Parasiliti)