Wednesday, September 08, 2010   
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Notizie » Dossier Spiagge 2008 » Dalla Playa al Timeto  
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Un chilometro di macerie e rifiuti. Un pezzo di costa abbandonata a se stessa. Qui, una volta, passava una strada litoranea, stretta tra la spiaggia e i campi coltivati. Gli agrumeti, gli uliveti e i vigneti sopravvivono ancora, anche se la speculazione edilizia li sta divorando, giorno dopo giorno. La stradina, invece, che collegava La Playa con Case Nuove, fu travolta da una mareggiata diversi anni fa. E non è stata mai più riparata. Da allora, il tempo sembra essersi fermato. La potenza del mare travolse e distrusse anche alcune case, incoscientemente costruite quasi sulla spiaggia.
Le rovine delle abitazioni sono ancora lì, con le pareti squarciate e i tetti crollati, tra cespugli di ginestre, bouganville e oleandri fioriti.

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Sulla spiaggia, accanto all’asfalto che cedette, travolto dalle onde, si vedono ancora i tombini della vecchia fognatura divelti. E tutt’intorno, fin dentro il mare, tubi contorti, in ferro arrugginito e grandi condutture in cemento. In mezzo, rifiuti di vario tipo, dalla plastica, alle lamiere, ai copertoni, gettati nel corso degli anni. La forza della natura, quel giorno di mareggiata, sembrò dare un avvertimento di quello che può succedere quando si osa devastare il territorio con il cemento. Un monito ignorato dalle giunte comunali di Patti che, negli anni successivi, non hanno impedito, né regolato, lo sviluppo edilizio a due passi dalle coste. Una delle poche zone risparmiate dalle costruzioni è stata proprio questa. Non per tutelarla, valorizzarla o trasformarla in un’attrattiva turistica. Ma per utilizzarla come deposito di rifiuti.

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Per anni, alla foce del Timeto, c’è stata una vera e propria discarica, di ampie dimensioni. Poi, fortunatamente, l’area è stata bonificata. Ma, nel tempo, l’abbandono di rifiuti è proseguito. E, ora, ai margini della fitta vegetazione fluviale, è tutto un tappeto di lamiere arrugginite, oggetti di plastica e di vetro. In mezzo ai quali, a volte, pascolano gli animali. Non mancano neanche cumuli di lastre di eternit, fortemente usurate, dalle quali si sprigioneranno, inevitabilmente, le temibili particelle cancerogene. Per molto tempo, questo tratto di costa non è stato balneabile, a causa dell’inquinamento, fino al momento della costruzione del depuratore. Ora, il Comune ha tolto i cartelli che imponevano il divieto. Ma l’acqua continua ad essere melmosa e maleodorante in più punti. In particolare, allo sbocco del canalone che proviene dal cantiere per la costruzione delle villette alla Playa, che trasporta a mare fanghiglia e liquami. Alla foce del Timeto. E, a volte, all’altezza della conduttura collegata al depuratore. Sarebbe necessario effettuare delle serie analisi della qualità dell’acqua, condotte da un organismo indipendente dagli organi politici. Considerato anche che, proprio qui, a pochi passi dal mare, stanno sorgendo molte villette.

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Ancora peggiore è lo stato del tratto di costa dalla Playa alla foce del torrente Provvidenza. La spiaggia non esiste più, a causa dell’erosione. Le costruzioni arrivano fin quasi all’altezza del mare, separate dall’acqua solo da una massicciata di blocchi di pietra. Anche qui, da una conduttura di scarico, escono spesso liquami e cattivi odori. L’ultimo tratto, prima del torrente, è dominato dai capannoni abbandonati dell’ex-fabbrica di ceramiche. Lamiere contorte, vetri in frantumi e desolazione totale, in quella che, secondo il piano regolatore comunale, dovrebbe essere una zona di sviluppo turistico. Le isole Eolie, sullo sfondo, sembrano un elemento fuori posto. O, forse, un ricordo di quello che la costa siciliana era, un simbolo di quello che avrebbe potuto essere, se non fosse stata devastata dall’uomo.

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Confronto con lo stato della spiaggia nel 2007. Degrado in aumento, in particolare per il costante accumulo dei rifiuti. Nessun intervento di pulizia, nessun progetto di bonifica e recupero.


Come si raggiunge: imboccando la vecchia strada costiera, distrutta dalla mareggiata, dalla Playa, poco oltre l’albergo o dal campo sportivo di Case Nuove Russo. La stradina si interrompe, da entrambi i lati, all’altezza del mare, nel punto in cui l’asfalto cedette, travolto dalle onde.

 

Galleria fotografica dalla Playa al Timeto


Le altre tappe del Dossier Spiagge 2008:

Marinello

Valle

Mongiove

Marina di Patti


3 AGOSTO 2008


Gianmarco Santospirito


(ha collaborato Oscar Parasiliti)


 

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