Wednesday, September 08, 2010   
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Discarica Timeto Minimize

Sulle rive del Timeto, quattro anni fa, avrebbero voluto aprire una discarica. Le proteste dei cittadini lo impedirono. Ma quasi tutti dimenticarono che il torrente era già una discarica abusiva. O meglio, un insieme di piccole discariche. Che crescono ogni giorno, a vista d’occhio.

Dal ponte per contrada Porticella fino al mare è tutto un susseguirsi di depositi di rifiuti abusivi. Nascosti in mezzo alla vegetazione o accumulati ai lati delle strade che costeggiano il torrente. L’immondizia è dovunque e si spinge quasi fin dentro il corso d’acqua. Carta,  plastica, vetro, lattine e lamiere, oggetti che la natura smaltirà in più di 500 anni. Materiali inerti, scarti delle lavorazioni edilizie: mattoni, pezzi di cemento, ferri arrugginiti. Carcasse di automobili e copertoni, che a volte vengono incendiati ed emanano fumi tossici. Cucine, televisori, frigoriferi ed altri elettrodomestici, contenenti gas dannosi per l’ozono. Tubi e manufatti vari in eternit, a base di amianto, un materiale cancerogeno, responsabile di migliaia di morti in tutta l’Italia, messo fuori legge tredici anni fa.
Diversi chilometri di macchia mediterranea e boscaglia fluviale devastati. Con pochi tratti ancora superstiti, che dimostrano l’alto valore naturalistico della zona. Inevitabili sono i rischi di contaminazione del suolo, sul quale spesso pascolano mucche e pecore. E, soprattutto, delle acque. In un’area particolarmente delicata, per la presenza non solo di un torrente, ma anche dei pozzi dell’acquedotto comunale. Il pericolo per la salute dei cittadini è tanto serio che la legge impedisce la realizzazione di discariche autorizzate entro 150 metri dal letto dei fiumi ed entro 200 metri dai pozzi.

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In molti, a Patti, conoscono la discarica del Timeto perché la usano, più o meno regolarmente. Tanti altri fanno finta di non sapere niente o ne sottovalutano la pericolosità. Ma la maggior parte dei cittadini, forse, neanche ne conosce l’esistenza. E’anche per questo che molti costruttori possono continuare a scaricarvi gli scarti delle lavorazioni e la gente comune può continuare a gettarvi rifiuti e materiali ingombranti. Pronti a devastare l’ambiente comune, per risparmiare sui tempi e i costi dello smaltimento legale dei rifiuti, nessuno di loro teme denunce o proteste.

Chi voglia vedere qual è la situazione, è invitato a visitare la discarica del Timeto. Per raggiungere la riva sinistra del torrente, dalla statale 113 si svolta al bivio per Moreri e si imbocca la strada per la nuova “zona industriale”, dalla quale si staccano sulla destra alcune stradine in terra battuta. E’opportuno lasciare la macchina e farsi un giro a piedi, per scoprire tutti gli accumuli di rifiuti. Durante l’estate, quando il livello dell’acqua è basso, si può attraversare il letto per spostarsi sulla riva destra. Altrimenti, ci si arriva dalla strada da Patti per Porticella, deviando proprio prima del ponte sul fiume.
Infine, merita una visita la foce del torrente, che si raggiunge da contrada Galice, percorrendo una stradina sterrata in direzione di Patti. Oppure, sulla riva opposta, attraverso una strada che parte dal campo sportivo “Gepy Faranda”. Quest’area, che era diventata una vera e propria discarica, fu bonificata alcuni anni fa. Ma, da allora, i rifiuti abusivi stanno ritornando. Spingendosi fin sulla spiaggia. In quello che potrebbe essere uno dei punti più belli del litorale pattese, proprio di fronte allo scoglio della Pietra e alle isole Eolie.

Galleria fotografica discarica fiume Timeto

Pattiweb ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica e una segnalazione alla Provincia sulla discarica sul Timeto. Per gli ultimi aggiornamenti, vedi la sezione denunce.



15 MAGGIO 2007


Gianmarco Santospirito

(ha collaborato Antonio Parasiliti)


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