Dieci mila metri quadrati di rifiuti. Carcasse di automobili, pneumatici, elettrodomestici, ferraglia arrugginita, plastica, materiali edili. E, soprattutto, rifiuti pericolosi, come lastre e tubi in eternit, il micidiale cemento-amianto, da cui si liberano nell’aria e nel suolo le micidiali particelle cancerogene. Dieci mila metri quadrati alla foce del torrente Timeto, proprio a ridosso della spiaggia e di fronte alle isole Eolie, trasformati in una discarica abusiva. L’area, di proprietà demaniale, è stata sequestrata dai Carabinieri della Stazione di Patti e del Nucleo Operativo Ecologico di Catania.
I reati commessi sono quelli di “gestione di rifiuti non autorizzata”, “getto pericoloso di cose” e “deturpamento di bellezze e paesaggi naturali”. Un indubbio riconoscimento dell’alto valore ambientale della zona. Toccherà ora al Comune di Patti il compito di bonificare il sito. Mentre proseguiranno le indagini per individuare i responsabili dell’abbandono illegale dei rifiuti.
La recente operazione delle forze dell’ordine rappresenta una vittoria per tutti i cittadini, le associazioni e i media indipendenti che da anni denunciano le illegalità commesse nella zona. Anche se l’area sequestrata è soltanto una piccola parte dell’intera discarica, che si estende lungo il letto del fiume per diversi chilometri a monte.
Il degrado e la devastazione ambientale del Timeto erano stati denunciati anche da Pattiweb in un reportage fotografico del 15 maggio 2007 e nel Dossier Spiagge 2008. Oltre che con segnalazioni al Comune di Patti, alla Provincia di Messina e con un esposto alla Procura della Repubblica pattese.
Pattiweb continuerà a monitorare lo stato dell’area, segnalando alle autorità competenti gli eventuali ulteriori illeciti e invita la cittadinanza a fare altrettanto, anche consultando la sezione Norme, moduli, denunce.
6 MARZO 2009
Gianmarco Santospirito
(ha collaborato Oscar Parasiliti)