Molti anni fa furono recintate e fu realizzato un vialetto per consentirne la visita. Ma, da allora, i cancelli sono rimasti sempre chiusi. E nessuno ha mai potute accedere a uno dei maggiori monumenti della zona archeologica di Tyndaris. Una delle più possenti cinta murarie greco-romane, oltre che una di quelle tuttora meglio conservate.

La recinzione ha tenuto lontani dalle mura i turisti e gli amanti dell’arte. Ma non le ha salvate dal vandalismo e dall’incuria. Infatti, non è difficile introdursi all’interno del sito archeologico attraverso piccoli varchi e aperture nelle recinzioni. E, in assenza di alcun tipo di controlli, in un luogo completamente abbandonato a se stesso, per gran parte dell’anno invaso da erbacce alte anche più di un metro, proprio a ridosso delle imponenti mura, sono stati gettati rifiuti di ogni tipo. Cartacce, bottiglie di vetro e plastica, secchi e bidoni arrugginiti, lamiere contorte, tubi e pilastri di ferro, vasche, stenditoi, bombole a gas e batterie di automobili esaurite. In mezzo agli ulivi, spazzatura e materiali accumulatisi nel corso degli anni e mai rimossi.
Il degrado non ha risparmiato neanche la torre bizantina che si trova al di fuori della recinzione, di fronte all’ingresso principale degli scavi archeologici. A un fianco del fortilizio sono addossati i ruderi di un vecchio edificio di nessun valore, un tempo utilizzato come stalla, che deturpa il monumento e andrebbe demolito. Intanto, la costruzione viene utilizzata come deposito di rifiuti e orinatoio. E la situazione si va aggravando sempre di più. In particolare da quando è stato interrotto il servizio di pulizia dell'area da parte dei dipendenti dell'Azienda del Turismo di Patti.

Eppure, basterebbe poco per recuperare le mura di Tindari. Si potrebbero istallare delle telecamere lungo la recinzione, come è già stato fatto da tempo nel resto dell’area archeologica. Oppure, utilizzare per la sorveglianza alcuni dei dipendenti della Sovrintendenza che si trovano attualmente concentrati tutti intorno all’area della biglietteria. Con una spesa limitata o nulla verrebbero garantiti, allo steso tempo, il controllo e l’apertura al pubblico di un sito archeologico unico.
Sarebbero finalmente visitabili le mura greche del III sec. a.C. e quelle romane del IV-V sec. d.C., fortificazioni rese inespugnabili grazie alle ingegnose tecniche costruttive utilizzate. Il doppio filare di blocchi di arenaria squadrati, riempito all’interno di pietrame irregolare. Le torri e la cosiddetta “porta a tenaglia”, di fronte alla quale gli eserciti assedianti erano costretti ad avanzare esponendo il fianco ai difensori, diventando così facile bersaglio delle loro armi.
Per saperne di più sulla storia e le caratteristiche delle mura, vedi la Guida all’area archeologica di Tyndaris.
21NOVEMBRE 2008
Gianmarco Santospirito
(ha collaborato Oscar Parasiliti)