Wednesday, September 08, 2010   
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Notizie » Librizzi: realizzato catasto aree incendiate  
Librizzi: realizzato il catasto delle aree incendiate Minimize

Seicentotrentasette ettari bruciati dal fuoco, quasi un terzo dell’intero territorio comunale, nella sola estate del 2007. Duecentottantasei ettari di bosco, 126 di macchia mediterranea, 96 di noccioleti, 46 di pascoli, 44 di uliveti, 10 di seminativi, 29 di mandorleti, vigneti, agrumeti e fichi d’India, compresi alcuni fabbricati rurali. Terreni devastati dagli incendi, ma sui quali non sarà possibile nessuna speculazione. Non si potrà pascolare né cacciare per un decennio, non si potrà costruire per quindici anni, a meno che non fossero già edificabili, né rimboschire per cinque anni, tranne che nel caso di rischio di dissesto idrogeologico. Siamo a Librizzi, uno dei pochissimi Comuni della provincia di Messina ad aver realizzato il catasto delle aree percorse dalle fiamme, rispettando i tempi previsti dall’ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri del 28 agosto scorso. In realtà, il censimento avrebbe dovuto essere pronto già prima dell’estate. E, forse, sarebbe stato uno strumento utile per scoraggiare gli incendiari. Ma, anche se tardivamente, Librizzi sembra avere scelto la strada della prevenzione e del rispetto della legge, a differenza della quasi totalità dei Comuni vicini. A partire da Patti, dove l’amministrazione comunale è ancora una volta in ritardo e, nonostante il peso delle sei morti nel rogo di contrada Litto, non ha rispettato la scadenza entro cui dotarsi del catasto, fissata al 3 ottobre scorso.


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          La baita prima dell'incendio                                            ....Quello che resta

Dal censimento emerge che gli incendi del 2007 hanno colpito a tappeto l’intero territorio comunale di Librizzi, interessando 22 fogli di mappa catastale su 25. I roghi si sono concentrati in soli sette giorni: 13, 15, 30 luglio e, in particolare, dal 20 al 23 agosto. Notevole l’escalation rispetto agli anni scorsi: quest’anno le fiamme hanno attaccato 637 ettari su 2.330, a fronte dei 98 ettari degli anni 2003-2006. Il fuoco ha distrutto aree boschive dall’elevatissimo valore naturalistico, dai lecceti alle sugherete. Particolarmente colpito il Monte Fossa della Neve, una delle vette più alte della zona, con i suoi 1.093 metri, dove sopravvive ancora l’edifico anticamente utilizzato come neviera, e la zona di Portella Due Croci, a 900 metri di altitudine, collegata al paese da un sentiero escursionistico, ripristinato poco tempo prima degli incendi. Le fiamme hanno ridotto a un cumulo di tronchi carbonizzati la pineta e hanno colpito anche la baita comunale, un rifugio fornito di acqua, forno a legna e spazi per barbecue.

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      I boschi prima degli incendi                                                    .....Quello che resta

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A Librizzi si possono osservare chiaramente le conseguenze delle tradizionali politiche di rimboschimento, attuate con conifere non originarie del luogo, come i pini che, dopo essere stati bruciati, non riescono più a rigenerarsi. Come dimostrano le spettrali immagini della pineta comunale, ancora priva di segni di vita a due mesi dagli incendi. Al contrario, le specie tipiche mediterranee, dalle querce alle ginestre, sono in grado di adattarsi a un territorio nel quale il fuoco è sempre stato presente e di resistere o reagire alle fiamme. Infatti, dalle cortecce annerite emergono già i primi germogli, mentre intorno alla base dei tronchi carbonizzati crescono i polloni, che diventeranno i nuovi alberi, grazie ai quali, gradualmente, potrà rinascere il bosco distrutto dagli incendi.

 

Le fote sono state gentilmente concesse dal sito librizziacolori, di Carmelo Rifici

 
Gli incendi a Patti

La Pineta di Rocca Saracena (Montagnareale) distrutta dalle fiamme

La legislazione sugli incendi

 

 

19 OTTOBRE 2007


Gianmarco Santospirito

(ha collaborato Oscar Parasiliti)

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