Wednesday, September 08, 2010   
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Notizie » Incendi: legge ignorata, tragedia annunciata  
Incendi: legge ignorata, tragedia annunciata Minimize

Sui terreni colpiti dagli incendi sono vietati il pascolo e la caccia per dieci anni. Non si può costruire per quindici anni, a meno che i suoli non fossero già edificabili in precedenza. Ed è vietato per cinque anni perfino il rimboschimento. La legislazione anti-incendi italiana, una delle più avanzate d’Europa, rende impossibile qualsiasi forma di speculazione sui terreni dati alle fiamme, togliendo ai potenziali incendiari ogni interesse ad appiccare il fuoco. Ma come si individuano i terreni colpiti dalle fiamme? La legge quadro 353 del 2000 impone a tutti i Comuni di realizzare il "Catasto delle aree percorse dal fuoco", facendo un censimento dei terreni bruciati negli ultimi cinque anni e aggiornandolo ogni anno. La legge viene pubblicata il 30 novembre 2000. Entro 60 giorni, il Consiglio dei Ministri deve emanare le linee-guida per l'adozione del "Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi". Ma il governo ritarda di un 11 mesi, emanando le linee-guida il 20 dicembre 2001. Da questo momento, le Regioni hanno 150 giorni per approvare il Piano. La Sicilia lo fa nell'ottobre del 2003, con un anno e cinque mesi di ritardo. A questo punto, i Comuni devono dotarsi del Catasto entro 90 giorni: ma, allo scadere del termine, sono pochissimi gli enti locali che hanno fatto il censimento delle aree colpite dalle fiamme. Il Comune di Patti non rispetta la legge, in compagnia di altre migliaia di Comuni, soprattutto siciliani. Intanto passano gli anni e ogni estate gli incendi continuano a devastare il territorio, accanendosi soprattutto contro le zone in cui il manca il censimento.

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Il legame tra la mancata attuazione della legge 353 e gli incendi è inequivocabile, niente meglio dei numeri può dimostrarlo. Nel 2006 (ultimo anno per il quale sono disponibili dati completi) la Sicilia è la regione più colpita dal fuoco: 935 incendi (un sesto di quelli avvenuti in tutta l’Italia), 13.470 ettari andati in fiamme (un terzo di tutti quelli incendiati in Italia), dei quali 4.682 boscati e 8.788 non boscati, con una media di 14,4 incendi per ettaro (il doppio rispetto alla media nazionale). Patti e i suoi dintorni non sono un’oasi felice: la provincia di Messina è la sesta più colpita a livello nazionale, con 111 incendi e 1.334 ettari bruciati. Ancora più impressionanti le cifre del 2007: secondo il dirigente dell'Ispettorato delle Foreste di Messina,  Carmelo di Vincenzo, nei mesi di giugno, luglio e agosto,  in provincia di Messina sono andati in fumo 11.765 ettari, di cui quasi  4.000 boscati, mentre soltanto a Patti sarebbe stato incendiato quasi un terzo del territorio, 1.500 ettari su 5.000, secondo dati del Comune.

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La Sicilia è anche la regione in cui meno Comuni hanno realizzato il Catasto delle aree percorse dal fuoco: su questo punto, gli unici dati esistenti sono quelli del rapporto di Legambiente "Ecosistema incendi 2007", anche se si tratta di dati parziali, perché moltissimi enti locali non hanno fornito alcuna informazione sulle misure adottate (o non adottate) nella lotta agli incendi. La stessa Corte dei Conti, nella valutazione sullo stato di attuazione della legge, ammette che è impossibile trovare statistiche pubbliche ufficiali su quanti e quali Comuni abbiano realizzato il Catasto, e rimanda al rapporto dell’associazione ambientalista. Secondo Legambiente, nessun Comune siciliano ha censito i suoli incendiati, mentre solo il 4% ha svolto campagne informative (rivolte a tutta la cittadinanza, all’interno delle scuole, o mirate a settori a rischio, come pastori, agricoltori e cacciatori) e il 39% ha avviato attività di avvistamento e prevenzione (piano comunale anti-incendi, manutenzione dei boschi, reti di vedette, convenzioni e accordi con il volontariato, corsi di formazione all’anti-incendio boschivo). In Liguria, la regione più virtuosa d’Italia, invece, il 61% dei Comuni ha realizzato il catasto, l’8% campagne informative e il 54% avvistamento e prevenzione: qui gli incendi sono stati solo 379 e gli ettari bruciati 1547, con una media di 4 incendi per ettaro. In Toscana, la seconda regione più rispettosa della legge, il 43% dei Comuni ha realizzato il catasto, l’11% campagne informative e il 54% avvistamento e prevenzione: gli incendi sono stati 491 e gli ettari bruciati 611, con una media di 1,2 incendi per ettaro, la più bassa d’Italia. Che il miglior modo per combattere le fiamme sia attuare la legge sembrerebbe chiarissimo. Ma non per tutti. Non per gli enti locali, che persistono nella loro inerzia. E neanche per i Governi nazionali, che non impongono loro il rispetto della legge. Almeno fino al 22 agosto 2007, quando si accendono contemporaneamente 92 roghi nella sola provincia di Messina e quasi un unico fronte di fuoco percorre i Nebrodi per tutta la loro lunghezza (vedi la distruzione della pineta di Rocca Saracena e dei boschi di Librizzi), secondo quella che appare una pianificata strategia criminale.

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La morte di Giuseppe Bonpensiero, Costantino e Matteo Cucinotta, Lucia Natoli, Barberina Maffolini e Caterina Tina Scaffidi, vittime dell’incendio che ha raggiunto l’agriturismo "Il rifugio del falco", in contrada Litto a Patti, non è un evento eccezionale, una calamità imprevedibile e inevitabile, ma una prevedibile conseguenza degli incendi che puntualmente colpiscono il nostro territorio. Una tragedia che sembra essere stata necessaria per dimostrare l’importanza del catasto delle aree percorse dal fuoco. Dopo una sola settimana, infatti, il 28 agosto, il Presidente del Consiglio emette un’ordinanza (ord. n. 3606, articolo 1, commi 7 e 9), che impone finalmente a tutti i Comuni di censire i terreni incendiati, entro 15 giorni dalla pubblicazione, ovvero entro il 17 settembre (oltre che di realizzare il piano d'emergenza comunale entro 45 giorni): se gli enti locali continueranno a non fare niente, saranno i Prefetti o i presidenti delle Regioni a provvedere al loro posto, entro i successivi 15 giorni (cioè entro il 4 ottobre). Nel giro di un mese, anche Patti dovrebbe avere il suo catasto. Al prezzo di sei morti innocenti.

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Intanto, dopo gli incendi, si aggira lo spettro delle frane, che potrebbero essere favorite dal dissesto idrogeologico dei terreni distrutti dalle fiamme.


Vedi gli ultimi dati aggiornati sugli incendi in provincia di Messina e in Sicilia

 

 

1 SETTEMBRE 2007


Gianmarco Santospirito

(ha collaborato Antonio Parasiliti)

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